Suonare con intenzione

  • Cyrano
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12-01-18 08.54

Spesso ripeto che il punto d'arrivo del processo di maturazione artistico-musicale-strumentale è "suonare con intenzione"

E questo, a mio avviso, vale sia per la musica "scritta" che per quella improvvisata, sia per il rock che per la musica classica, sia per il superprofessionista che per il dilettante casalingo

Fondamentalmente, cos'è questa "intenzione"?

Seguendo il mio approccio personale, che è quello di tipo "ermeneutico a spirale", cioè di girare intorno ad un concetto avvicinandosi ogni giro sempre di più al cuore, comincerei con il primo aspetto: sapere quello che si fa
  • Jaam
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12-01-18 08.59

e capire la musica che si vuole suonare

altrimenti come si può correggere un'esecuzione se non si capisce dove si sbaglia?
  • Cyrano
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12-01-18 09.00

SAPERE QUEL CHE SI FA

Ovvero averne una consapevolezza non solo teorica, non solo "pratica" ma profonda, interiorizzata, ormai divenuta spontanea

Sia che si tratti di tecnica strumentale, sia che si tratti di competenza compositiva o di tecnica dell'improvvisazione, l'intenzione può emergere solo quando abbiamo superato i primi due stadi, ovvero la conoscenza teorica e quella pratica

Solo allora, quando le dita seguiranno docilmente e quasi inconsciamente l'idea musicale, quando le nozioni armonico/compositive daranno spontaneamente il loro frutto che è il brano musicale, quando la conoscenza delle teorie e tecniche dell'improvvisazione sarà totalmente interiorizzata e lavorerà "in sottofondo"...solo allora potremo cominciare a pensare di far musica con intenzione
  • tsuki
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12-01-18 09.03

Io l'ho sempre vista cosi': se suoni un certo genere,devi partire dalla conoscenza tecnica di esso. Cioè,facendo un esempio banale,la "Bossa Nova" ha i suoi stilemi,e cosi' ogni genere a cui ti approcci,il rock,il Reggae etc. Molto ascolto,molto esercizio ti fanno "impadronire" di quegli stilemi (ognuno in base alla sua caratura tecnica).Una volta che hai raggiunto questa conoscenza,inizierai a metterci espressivita',passionalita' di esecuzione,sensazioni artistiche che vengono da te.Ecco,per mè quella è l"Intenzione".
  • Cyrano
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12-01-18 09.04

VOLERE QUELLO CHE SI FA

Ma quanto sopra non basta

Saper fare non è sufficiente, bisogna "voler fare"

Bisogna sentire in noi l'urgenza, la spinta quasi fisica a "far uscire" quella musica, quella Verità, quella lotta che sconvolge ed anima la nostra interiorità

Ovviamente questo significa che chi non ha dentro se questa lotta, questo anelito, questa spinta...può dimenticarsi di suonare con intenzione

Schiaccerà dei tasti, scriverà delle note, magari giuste, forsanche belle...ma niente intenzione

Quindi niente Arte
  • Cyrano
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12-01-18 09.07

CAPIRE QUELLO CHE SI FA

Ecco, il mito dell'artista che partorisce l'opera quasi in maniera ipnotica, quasi fosse insomma un mero carrier di qualcosa che non gli appartiene e non capisce neppure...ecco, questo mito non lo condivido

Suonare con intenzione significa capire quello che si fa, capirlo profondamente, nelle sue implicazioni tecniche, culturali, storiche e sociali

Solo la profonda comprensione della nostra opera ci renderà costantemente in grado di suonare con intenzione
  • Cyrano
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12-01-18 09.09

DONARE QUELLO CHE SI FA

Ed in ultimo, non c'è intenzione senza desiderio di condividere, di donare

La musica non è masturbazione, soddisfazione dell'ego, intimismo snob

La musica è un atto di amore, è il desiderio di donare all'umanità una scintilla di luce, di comprensione, di Verità

Compreso questo, suoneremo finalmente con piena intenzione
  • clouseau57
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12-01-18 09.42

@ Cyrano
DONARE QUELLO CHE SI FA

Ed in ultimo, non c'è intenzione senza desiderio di condividere, di donare

La musica non è masturbazione, soddisfazione dell'ego, intimismo snob

La musica è un atto di amore, è il desiderio di donare all'umanità una scintilla di luce, di comprensione, di Verità

Compreso questo, suoneremo finalmente con piena intenzione
Credo sia giunto il momento di mettere nero su bianco.Si insomma , creare qualcosa di divulgabile.
Mi spiego :
In molti si laureano
In parecchi si indirizzano all’insegnamento
Pochissimi sono quelli che hanno il dono del “ saper porgere “ o se vogliamo saper insegnare.
È un fatto insito. Non si impara , o ce l’hai o non ce l’hai.
Tu a mio modesto avviso lo possiedi quindi utilizzalo , Ti garantisco che sara’ di aiuto a moltissimi che approcciano all’arte musicale ed ai neofiti semplici appassionati.
Scrivilo , tra l’altro hai il dono non comune di farlo in un’italiano fluido e corretto che appassiona il lettore, e questa, concedimelo, non è cosa da poco.
Voglio la prima copia con dedica !
emo
  • Cyrano
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12-01-18 09.44

@ clouseau57
Credo sia giunto il momento di mettere nero su bianco.Si insomma , creare qualcosa di divulgabile.
Mi spiego :
In molti si laureano
In parecchi si indirizzano all’insegnamento
Pochissimi sono quelli che hanno il dono del “ saper porgere “ o se vogliamo saper insegnare.
È un fatto insito. Non si impara , o ce l’hai o non ce l’hai.
Tu a mio modesto avviso lo possiedi quindi utilizzalo , Ti garantisco che sara’ di aiuto a moltissimi che approcciano all’arte musicale ed ai neofiti semplici appassionati.
Scrivilo , tra l’altro hai il dono non comune di farlo in un’italiano fluido e corretto che appassiona il lettore, e questa, concedimelo, non è cosa da poco.
Voglio la prima copia con dedica !
emo
Grazie mille delle bellissime parole

In effetti sto scrivendo un manualetto sull'improvvisazione, in cui troveranno spazio sia aspetti tecnici che altri più artistico-improvvisativi...nonchè alcune storielle per "spezzare la tensione"

emo
  • maxpiano69
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12-01-18 09.49

Bella discussione!

In un post di qualche giorno fa ho usato il termine "intenzione artistica", quel che leggo in questo thread mi da delle belle conferme ed approfondisce il concetto, dettagliandolo ed anche espandendolo.

Thanks a Cyrano per questi post (e per il "manualetto" che sta preparando) emo
  • Cyrano
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12-01-18 10.46

@ maxpiano69
Bella discussione!

In un post di qualche giorno fa ho usato il termine "intenzione artistica", quel che leggo in questo thread mi da delle belle conferme ed approfondisce il concetto, dettagliandolo ed anche espandendolo.

Thanks a Cyrano per questi post (e per il "manualetto" che sta preparando) emo
Sì, il tuo post mi ha ispirato a riprendere il tema emo
  • clouseau57
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12-01-18 10.50

@ Cyrano
Grazie mille delle bellissime parole

In effetti sto scrivendo un manualetto sull'improvvisazione, in cui troveranno spazio sia aspetti tecnici che altri più artistico-improvvisativi...nonchè alcune storielle per "spezzare la tensione"

emo
Non avevo dubbi !
emo
  • Cyrano
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12-01-18 11.02

Mi piacerebbe sentire le opinioni di tutti emo
  • tsuki
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12-01-18 11.16

Bhè per esempio,io vedo un qualcosa di cio' che dice Cyrano,in Michel Petrucciani... Che pero' oltre all'Arte e all'Intenzione,aveva il GENIO.
  • zaphod
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12-01-18 11.51

Suonare con intenzione... Cyrano, mi hai fatto riflettere su una cosa che davo per scontata!
Per me la musica è un modo di esprimermi, un estensione e un complemento di quello che dico e faccio.
Il mio modo di suonare non è stato deciso a tavolino, ma ha seguito gli ascolti che più apprezzavo e, come un ruscello che scende a valle, ha seguito la via di minore resistenza, ma in modo molto naturale.
Ne risulta che ogni nota che faccio è voluta, cercata, ...è sé stessa, non so se riesco a spiegarmi.

Poi, molto importante:
Cyrano ha scritto:
DONARE QUELLO CHE SI FA
Ed in ultimo, non c'è intenzione senza desiderio di condividere, di donare
La musica non è masturbazione, soddisfazione dell'ego, intimismo snob
La musica è un atto di amore, è il desiderio di donare all'umanità una scintilla di luce, di comprensione, di Verità

questo è vero, e a livelli alti c'è molto più interscambio che a livelli bassi. Perchè, semplicemente, i grandi hanno capito che quello che doni agli altri, nella musica ti ritorna con gli interessi. Ora, questo mio sembra un discorso molto bucolico e "volemose bene", in realtà è molto pratico e lo spiego con un esempio: io trovo che come sostituto del 2-5-1 suona bene VIbmaj7 - Vsus - Imaj7. Lo tengo per me o lo divulgo? Beh, conviene divulgarlo: intanto, uno bravo te lo ruba comunque, e uno meno bravo non sa che farsene. Se c'è interscambio, probabilmente il più bravo ti renderà il favore adattandolo, modificandolo, inserendolo in contesti cui non hai pensato e ampliando quindi il tuo linguaggio.
  • benjomy
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12-01-18 12.18

concordo con quanto scrive cyrano.
aggiungo che questa "intenzione" vale a tutti i livelli... da Mazzeppa d Liszt, a jarret.. al brano pop fatto da due accordi.. se manca l'intenzione il suono prodotto non sarà mai bello....
  • vin_roma
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12-01-18 12.50

Se suoni con l'intenzione giusta puoi suonare anche tre/quattro note in croce e pure con tecnica sbagliata ...ma se hai l'intenzione giusta, ai fini artistici e comunicativi, ti bevi qualsiasi diplomato ammaestrato che suona a pappagallo.
  • didark
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12-01-18 12.56

Cyrano ha scritto:
il punto d'arrivo del processo di maturazione artistico-musicale-strumentale è "suonare con intenzione"

si, il "punto di arrivo" è quello, come non essere d'accordo... ma il punto di arrivo per cosa? per produrre arte? Se è per quello, innumerevoli esempi di successi musicali e di perle della musica non sono stati prodotti seguendo i canoni:
Sapere quello che si fa
Volere quello che si fa
Capire quello che si fa
Donare quello che si fa
eppure li definirei artisticamente validi.
Proprio l'altro giorno seguivo uno dei tanti documentari sui Beatles (ne ho visti molti ed ho letto numerosi libri). I colpi di genio iniziali non erano ovviamente frutto di "maturità artistico-musicale-strumentale". Intuizione, timing (al posto giusto al momento giusto) carisma, insomma una combinazione di fattori lontanissimi dai canoni che giustamente hai definito di maturazione artistico-musicale (che hanno raggiunto solo in seguito con le produzioni dei secondi anni '60).
Quei brani iniziali sono comunque arte? Per me assolutamente si.
Riflettevo con un amico su cosa sia arte nella musica e in un brano musicale, e alla fine siamo giunti alla conclusione che probabilmente l'unico vero giudice è il tempo. Tra 100 anni forse solo i discendenti diretti si ricorderanno di D'Alessio (mi perdoni non so perché ma mi è venuto in mente lui), non così per i Beatles.

In conclusione, posto che sono d'accordo con il tuo discorso:
Può la maturità artistico-musicale-strumentale portare automaticamente a produrre arte musicale? No.
E di converso, può l'arte musicale essere prodotta soltanto se si è in possesso di maturità artistico-musicale-strumentale? No.
Questo il mio contributo.
  • Cyrano
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12-01-18 13.08

@ didark
Cyrano ha scritto:
il punto d'arrivo del processo di maturazione artistico-musicale-strumentale è "suonare con intenzione"

si, il "punto di arrivo" è quello, come non essere d'accordo... ma il punto di arrivo per cosa? per produrre arte? Se è per quello, innumerevoli esempi di successi musicali e di perle della musica non sono stati prodotti seguendo i canoni:
Sapere quello che si fa
Volere quello che si fa
Capire quello che si fa
Donare quello che si fa
eppure li definirei artisticamente validi.
Proprio l'altro giorno seguivo uno dei tanti documentari sui Beatles (ne ho visti molti ed ho letto numerosi libri). I colpi di genio iniziali non erano ovviamente frutto di "maturità artistico-musicale-strumentale". Intuizione, timing (al posto giusto al momento giusto) carisma, insomma una combinazione di fattori lontanissimi dai canoni che giustamente hai definito di maturazione artistico-musicale (che hanno raggiunto solo in seguito con le produzioni dei secondi anni '60).
Quei brani iniziali sono comunque arte? Per me assolutamente si.
Riflettevo con un amico su cosa sia arte nella musica e in un brano musicale, e alla fine siamo giunti alla conclusione che probabilmente l'unico vero giudice è il tempo. Tra 100 anni forse solo i discendenti diretti si ricorderanno di D'Alessio (mi perdoni non so perché ma mi è venuto in mente lui), non così per i Beatles.

In conclusione, posto che sono d'accordo con il tuo discorso:
Può la maturità artistico-musicale-strumentale portare automaticamente a produrre arte musicale? No.
E di converso, può l'arte musicale essere prodotta soltanto se si è in possesso di maturità artistico-musicale-strumentale? No.
Questo il mio contributo.
In effetti ci sono eminenti filosofi che sostengono la tua tesi, ovvero che Arte ed artista siano in un certo senso "slegati", essendo l'artista in sostanza il "cavallo" dell'Arte

Posizione che non condivido, ma che rispetto

emo
  • markelly2
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12-01-18 13.19

C'è tanta musica bella che mi piace, mi trasmette, mi emoziona, ma sono sicuro di stare ascoltando Arte?
Per me la vera Arte è dove l'autore sa spiegarla. E più entra nei particolari del processo creativo, più sa chiarire gli aspetti culturali e sociali che l'hanno portato a quel risultato, più ha realizzato vera arte.
Talvolta, agli inizi un artista non sa spiegarsi come ha ottenuto certi risultati, ma col tempo e la maturità saprà sviscerare tutti gli aspetti coinvolti, anche quelli che solo intuiva. E anche così sarà un Artista.
In definitiva: non fa arte chi crea qualcosa di bello (quello è l'artigiano), ma chi capisce il mondo e le sue contraddizioni e li descrive nell'atto artistico.