Prezzo dell'usato

  • anonimo
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19-02-20 16.38

@ anonimo
benjomy ha scritto:
non capisco dove stia il problema. se non siamo in presenza di prezzi imposti o calmierati ,io possos vendere al prezzo che ritengo congruo e che può essere anche assurdo. purchè sia ben chiaro, trasparente etc., non ci siano versamenti in nero etc.
fra privati ci sono ancora meno garanzie... ameno, come ho già detto che ci siano artifici o raggiri, diminuita capacità di intendere, o l'approfittarsi dello stato di bisogno etc...



molto bene, ora sono più tranquillo sulle tastiere signature superbaffone che vendo a prezzi folli emo
A quanto vendi il px5 signature? Te lo compro io! emo
  • anonimo

19-02-20 16.39

@ BB79
civilmente però, la questione non è affatto peregrina...ricordo infatti che le parti sono tenute a comportarsi secondo correttezza e buona fede, sia prima, durante le trattative, che dopo la conclusione del contratto...
Domanda: quanto versa in buona fede un venditore che sa di aver accalappiato il pollo inconsapevole??
Esattamente.

Il venditore sa perfettamente che una persona normalmente avvertita non comprerebbe a quel prezzo.
  • anonimo

19-02-20 16.40

@ didark
Cyrano ha scritto:
1) Chi vende a € 5 000 un oggetto che ne vale 1 000 sa perfettamente che una persona ragionevole e sana di mente non lo acqueisterebbe.


Cyrano, senza offesa emo, ma sull'argomento stai dicendo cavolate e te lo stanno facendo notare anche altri utenti, balzando su esempi che non c'entrano una beata mazza con la compravendita consensuale di strumenti musicali tra privati.
E' truffa se dico che è sana ed invece è rotta. Se dico che è firmata da Richard Wright ed invece c'ho scarabbocchiato sopra io con l'uniposca. Ma se presento il prodotto per quello che è, in maniera trasparente, SENZA OMISSIONI circa le sue caratteristiche, il fatto che io voglia venderlo ad un prezzo "superiore" alla media delle transazioni di oggetti simili (o anche inferiori, per motivi miei) sono solo e assolutamente cazzacci miei.

Tu stesso, quando parli di valore medio, stai contraddicendo i tuoi principi di inizio discussione. Perchè quel "valore medio" non c'entra una mazza con quei principi che hai enunciato ("prezzo decurtato dell'IVA"; "range tra..." e altre cavolate che hai scritto) ma è semplicemente il "valore medio delle transazioni concluse" che, guarda caso, magari per qualche ragione di mercato, può essere inferiore, oppure pari a 1/10, oppure superiore al prezzo del nuovo, insomma ha dinamiche tutte sue.

Ad inizio anni '90 potevi comprare analogici a prezzi ridicoli (e l'ho fatto... ma purtroppo ho anche venduto). Non li voleva nessuno quindi il loro valore di mercato era bassissimo. Il punto di incontro Domanda/Offerta era a valori risibili se comparati a quelli di oggi (per esempio per un polysix, che ho praticamente regalato). Punto. Quello era il mercato. C'entra cazzo con IVA e compagnia cantando.
In effetti sulla truffa mi sono sbagliato emo
  • BB79
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19-02-20 16.42

@ anonimo
Scusa ma se nel contratto è specificato tutto per filo e per segno, cosa può sottacere il bancario? E se anche fosse, una volta che hai firmato, come fai a provare che aveva sottaciuto? Registri di nascosto la conversazione? Firmi alla presenza di testimoni? (Che ovviamente non possono avere un grado di parentela o amicizia)

Non diciamo castronerie, nei contratti finanziari le clausole sono già strumenti che la banca utilizza per tutelarsi da qualsiasi tentativo di denuncia
evidentemente, nella fattispecie le cose non sono andate così... mai sentito parlare di contratti capestro, con clausole ingannevoli e/o poco chiare??
Hanno dovuto ideare il codice del consumo pensa un pò...emo inoltre c'è il testo unico bancario, che ha disposizioni abbastanza stringenti.
I testimoni sono inammissibili non perché legati da parentela (potrebbero essere terzi) ma perché esiste il divieto di provare un contratto a mezzo di testi....altrimenti le parti non avrebbero sottoscritto un contratto emoemo

art . 2721 cod. civ..La prova per testimoni dei contratti non è ammessa quando il valore dell’oggetto eccede euro 2,58.
  • BB79
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19-02-20 16.44

@ anonimo
Mi fa piacere che a te sia andata bene ma non è così facile come credi
Quella è gente coperta e non ho soldi per pagarmi un avvocato
Ho preso l'episodio come un insegnamento
Non vendo né compro quasi più nulla da privati a meno che non li conosca di persona
sono d'accordo con te...una mazzata in faccia o peggio sono dietro l'angolo...emo
poi ahivoglia a chiamare l'avvocato, pure con le tasche piene...e magari senza denti
  • 1paolo
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19-02-20 16.50

@ anonimo
Mi fa piacere che a te sia andata bene ma non è così facile come credi
Quella è gente coperta e non ho soldi per pagarmi un avvocato
Ho preso l'episodio come un insegnamento
Non vendo né compro quasi più nulla da privati a meno che non li conosca di persona
Non mi è andata bene, se hai letto… mi hanno truffato 500 euro che NON HO PIU RIVISTO ma sono stati denunciati e forse (ma non sono sicuro di questo) gli passa la voglia; non ho dovuto pagare avvocati perché la denuncia l'hanno fatta i Carabinieri che in un sopralluogo hanno trovato di tutto e di più (come si conviene a gente del genere)
  • didark
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19-02-20 16.52

BB79 ha scritto:
civilmente però, la questione non è affatto peregrina...ricordo infatti che le parti sono tenute a comportarsi secondo correttezza e buona fede, sia prima, durante le trattative, che dopo la conclusione del contratto...
Domanda: quanto versa in buona fede un venditore che sa di aver accalappiato il pollo inconsapevole??


Se pure fosse, è comunque fuori tema rispetto alla discussione!!!!

1) Per stessa ammissione di Cyrano (che si è quindi contraddetto) esiste un "Valore medio di mercato" di uno strumento usato. Bene, tale "valore medio di mercato" è unicamente determinato dal valore delle transazioni effettivamente concluse su quell'oggetto (stramaledetto incontro domanda/offerta) non dagli astrusi principi di Cyrano (IVA, range, ecc.). Punto di incontro che a sua volta dipende da fattori e dinamiche proprie (e varia moltissimo nel tempo, vedi gli analogici agli inizi dei '90).
Quindi. Pensare di determinare il valore di mercato utilizzando parametri oggettivi è una cazzata.

2) Vado su Mercatino e metto in vendita il mio fantastico yamaha P105 a 1.000 euro (più o meno 5 volte il valore medio al quale ho visto che si vende) dichiarando e documentando in trasparenza le caratteristiche e lo stato effettivo dello strumento, semplicemente perché ritengo che il mio sudore su quei tasti sia prezioso. Provate ad andare dai Carabinieri e denunciarmi per "prezzo dell'usato eccessivo". Vedete cosa vi rispondono, così forse vi rendete conto.
  • anonimo
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19-02-20 16.56

@ BB79
evidentemente, nella fattispecie le cose non sono andate così... mai sentito parlare di contratti capestro, con clausole ingannevoli e/o poco chiare??
Hanno dovuto ideare il codice del consumo pensa un pò...emo inoltre c'è il testo unico bancario, che ha disposizioni abbastanza stringenti.
I testimoni sono inammissibili non perché legati da parentela (potrebbero essere terzi) ma perché esiste il divieto di provare un contratto a mezzo di testi....altrimenti le parti non avrebbero sottoscritto un contratto emoemo

art . 2721 cod. civ..La prova per testimoni dei contratti non è ammessa quando il valore dell’oggetto eccede euro 2,58.
Ma ammettiamo che tu cliente ti fidi di ciò che ti dice il bancario (magari perché è tuo amico), firmi senza leggere le 20 pagg di clausole scritte con un font a grandezza 6pt
In seguito ti accorgi che le parole del bancario non corrispondono a quanto riportato sul contratto. Con quali elementi di prova sporgi denuncia?
Scusa ma sono ignorante in materia, vorrei capire
  • giosanta
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19-02-20 16.57

Scusate ma, a mio modesto parere, c’è un fraintendimento.
Se è acclarato, provato che liberamente, per svariati motivi, accetti di darmi consapevolmente, per un bene, un servizio o quello che vuoi un prezzo superiore a quello di mercato ovviamente non c’è problema, perlomeno sino ad un certo punto.
Ma se, in mancanza di questa attestazione, nasce POI, per qualsivoglia motivo, una controversia giudiziaria, la prima cosa che farà l’inquirente sarà far periziare il bene / servizio o quant’altro (ed a tutto si da un valore, vita umana compresa) e se il magistrato ritiene, a sua discrezione, sulla base della relazione del perito, che il costo è anomalo io sarò senz’altro rinviato a giudizio.
Sarà poi a mio carico l’onere della prova che per quel bene / servizio ecc., per gli svariati motivi di cui sopra, mi è stata liberamente e consapevolmente corrisposta una cifra molto diversa dal valore peritale.
In altri termini il semplice “io te li ho chiesti tu me li hai dati: adesso che vuoi?”, non basta ad esaurire una eventuale, successiva controversia ed i suoi effetti.
Tutto qui.
  • benjomy
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19-02-20 17.00

@ BB79
civilmente però, la questione non è affatto peregrina...ricordo infatti che le parti sono tenute a comportarsi secondo correttezza e buona fede, sia prima, durante le trattative, che dopo la conclusione del contratto...
Domanda: quanto versa in buona fede un venditore che sa di aver accalappiato il pollo inconsapevole??
se non metti in atto artifici, raggiri, finte qualità del bene, etc. non vedo dove stia la mala fede. si chiama mercato
  • anonimo
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19-02-20 17.00

@ 1paolo
Non mi è andata bene, se hai letto… mi hanno truffato 500 euro che NON HO PIU RIVISTO ma sono stati denunciati e forse (ma non sono sicuro di questo) gli passa la voglia; non ho dovuto pagare avvocati perché la denuncia l'hanno fatta i Carabinieri che in un sopralluogo hanno trovato di tutto e di più (come si conviene a gente del genere)
Ti comprendo
Ma un conto è una truffa telematica, altra cosa è avere davanti due scimmioni che ti minacciano e tu lì inerme (esempio)
Come ha scritto bb79, meglio con meno soldi che con meno denti
  • anonimo

19-02-20 17.03

@ didark
BB79 ha scritto:
civilmente però, la questione non è affatto peregrina...ricordo infatti che le parti sono tenute a comportarsi secondo correttezza e buona fede, sia prima, durante le trattative, che dopo la conclusione del contratto...
Domanda: quanto versa in buona fede un venditore che sa di aver accalappiato il pollo inconsapevole??


Se pure fosse, è comunque fuori tema rispetto alla discussione!!!!

1) Per stessa ammissione di Cyrano (che si è quindi contraddetto) esiste un "Valore medio di mercato" di uno strumento usato. Bene, tale "valore medio di mercato" è unicamente determinato dal valore delle transazioni effettivamente concluse su quell'oggetto (stramaledetto incontro domanda/offerta) non dagli astrusi principi di Cyrano (IVA, range, ecc.). Punto di incontro che a sua volta dipende da fattori e dinamiche proprie (e varia moltissimo nel tempo, vedi gli analogici agli inizi dei '90).
Quindi. Pensare di determinare il valore di mercato utilizzando parametri oggettivi è una cazzata.

2) Vado su Mercatino e metto in vendita il mio fantastico yamaha P105 a 1.000 euro (più o meno 5 volte il valore medio al quale ho visto che si vende) dichiarando e documentando in trasparenza le caratteristiche e lo stato effettivo dello strumento, semplicemente perché ritengo che il mio sudore su quei tasti sia prezioso. Provate ad andare dai Carabinieri e denunciarmi per "prezzo dell'usato eccessivo". Vedete cosa vi rispondono, così forse vi rendete conto.
Cos'è la buona fede contrattuale

Nella disciplina del contratto la buona fede va intesa come reciproca lealtà di condotta e fondamentale canone di correttezza al quale tutte le parti di un rapporto contrattuale devono necessariamente ispirarsi.

In altre parole, a ciascuna delle parti del rapporto è imposto di agire in maniera tale da poter preservare gli interessi dell'altra, al di là degli specifici obblighi contrattuali e di quanto espressamente stabilito dalle singole norme o dal dovere extracontrattuale che si sostanzia nel principio del neminem laedere: l'obbligo di lealtà si affianca, in tal modo, all'obbligo di salvaguardia dell'altrui utilità, nei limiti di un apprezzabile sacrificio, e sfuma in esso.

La buona fede, in ogni caso, non impone un comportamento con un contenuto esattamente prestabilito, ma richiede comportamenti diversi, adeguati alle concrete circostanze. Essa costituisce, quindi, un precetto rivolto ai singoli in qualità di regola di comportamento e al giudice in quanto modello di decisione, finalizzato a garantire il giusto equilibrio tra interessi opposti.

In conclusione, la buona fede contrattuale è uno strumento che integra, limita e corregge il contenuto normativo dell'obbligazione.

La buona fede contrattuale nel codice civile

Le norme di legge del nostro ordinamento fanno più volte riferimento alla buona fede contrattuale.

In particolare, il Codice Civile sancisce che le parti contraenti debbano comportarsi secondo buona fede in ogni fase del rapporto contrattuale, ovverosia:

durante le trattative (art.1337 c.c.);
in pendenza di condizione sospensiva o risolutiva (art. 1358 c.c.);
nell'esercizio dell'eccezione di inadempimento (art. 1360 c.c.);
nell'esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.).

Inoltre, la buona fede, secondo quanto stabilito dall'art. 1366 c.c., assurge a criterio di interpretazione del contratto stesso.

Differenze tra buona fede contrattuale e soggettiva

La buona fede contrattuale, come detto sopra, significa correttezza o lealtà dei contraenti. Essa, quindi, si differenzia dalla buona fede soggettiva, che consiste, invece, nell'ignoranza non colposa della lesione dell'altrui diritto, e si pone come regola di comportamento afferente al generale principio di solidarietà sociale.

Funzione del dovere di buona fede contrattuale

Appare evidente come l'indeterminatezza che ne caratterizza il contenuto faccia della buona fede una clausola generale: nel nostro ordinamento, le clausole generali hanno la funzione di tracciare delle direttive in grado di regolare un'ampia casistica, lasciando al giudice un notevole margine decisionale.

Il dovere generale di buona fede contrattuale ha l'importantissima funzione di colmare le inevitabili lacune legislative: esso stabilisce i criteri necessari per sopperire alle mancanze del sistema legislativo dovute alla molteplicità e alla varietà delle situazioni della vita sociale ed economica.

La buona fede contrattuale, in sostanza, viene oggi intesa come limite generale all'autonomia dei privati, come fonte di integrazione del contratto e come strumento di controllo del suo contenuto.
  • 1paolo
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19-02-20 17.04

@ anonimo
Ti comprendo
Ma un conto è una truffa telematica, altra cosa è avere davanti due scimmioni che ti minacciano e tu lì inerme (esempio)
Come ha scritto bb79, meglio con meno soldi che con meno denti
quello è poco ma sicuro, anche se...emo diciamo che sarei poco propenso a fargliela passare lisciaemoemo
  • anonimo

19-02-20 17.05

@ benjomy
se non metti in atto artifici, raggiri, finte qualità del bene, etc. non vedo dove stia la mala fede. si chiama mercato
Certamente non esiste l'obbligo giuridico di mettere al corrente l'acquirente del prezzo di mercato (se no ricadremmo nella truffa), ma da un punto di vista civilistico sapere che sto vendendo un bene ad un prezzo enormemente superiore a quello medio mi pare scarsamente definibile come buona fede.
  • benjomy
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19-02-20 17.05

giosanta ha scritto:
la prima cosa che farà l’inquirente sarà far periziare il bene / servizio o quant’altro (ed a tutto si da un valore, vita umana compresa) e se il magistrato ritiene, a sua discrezione, sulla base della relazione del perito, che il costo è anomalo io sarò senz’altro rinviato a giudizio.

scusa e quale sarebbe il reato?
  • giosanta
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19-02-20 17.14

benjomy ha scritto:
scusa e quale sarebbe il reato?

Di preciso non saprei, non sono uomo di legge, ma perito per i PM si, e so come agiscono e si regolano.
Se il perito attesta un'anomalia (per questo ti pagano) la portano in giudizio e vieni chiamato a testimoniare.
E, ripeto, a TUTTO si da un valore economico.
  • didark
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19-02-20 17.15

@ benjomy
giosanta ha scritto:
la prima cosa che farà l’inquirente sarà far periziare il bene / servizio o quant’altro (ed a tutto si da un valore, vita umana compresa) e se il magistrato ritiene, a sua discrezione, sulla base della relazione del perito, che il costo è anomalo io sarò senz’altro rinviato a giudizio.

scusa e quale sarebbe il reato?
SIAMO USCITI OT rispetto ai "Criteri" (post di apertura di Cyrano) per la determinazione del valore di mercato di uno strumento usato.

I beneamati Periti useranno infatti il "valore medio di mercato del momento" ovvero il PREZZO MEDIO AL QUALE OGGETTI UGUALI O ASSIMILABILI VENGONO COMPRAVENDUTI (aristramaledettastastronza legge Domanda/Offerta). Nessun parametro oggettivo alla Cyrano. Ripeto per la quarta volta, Iva, Range e cazzi vari non c'entrano assolutamente nulla. La discussione è partita da lì
  • BB79
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19-02-20 17.19

@ didark
BB79 ha scritto:
civilmente però, la questione non è affatto peregrina...ricordo infatti che le parti sono tenute a comportarsi secondo correttezza e buona fede, sia prima, durante le trattative, che dopo la conclusione del contratto...
Domanda: quanto versa in buona fede un venditore che sa di aver accalappiato il pollo inconsapevole??


Se pure fosse, è comunque fuori tema rispetto alla discussione!!!!

1) Per stessa ammissione di Cyrano (che si è quindi contraddetto) esiste un "Valore medio di mercato" di uno strumento usato. Bene, tale "valore medio di mercato" è unicamente determinato dal valore delle transazioni effettivamente concluse su quell'oggetto (stramaledetto incontro domanda/offerta) non dagli astrusi principi di Cyrano (IVA, range, ecc.). Punto di incontro che a sua volta dipende da fattori e dinamiche proprie (e varia moltissimo nel tempo, vedi gli analogici agli inizi dei '90).
Quindi. Pensare di determinare il valore di mercato utilizzando parametri oggettivi è una cazzata.

2) Vado su Mercatino e metto in vendita il mio fantastico yamaha P105 a 1.000 euro (più o meno 5 volte il valore medio al quale ho visto che si vende) dichiarando e documentando in trasparenza le caratteristiche e lo stato effettivo dello strumento, semplicemente perché ritengo che il mio sudore su quei tasti sia prezioso. Provate ad andare dai Carabinieri e denunciarmi per "prezzo dell'usato eccessivo". Vedete cosa vi rispondono, così forse vi rendete conto.
calma ragazzi, mi piaceva offrire uno spunto, se ci si deve arrabbiare... lasciamo stare via...emo
  • didark
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19-02-20 17.21

@ BB79
calma ragazzi, mi piaceva offrire uno spunto, se ci si deve arrabbiare... lasciamo stare via...emo
Hai ragione. Chiudo qui.
E' che la discussione sul "Valore dello strumento usato" mi lascia sempre interdetto ogni volta che riciccia. Eppure è così banale.
Buona musica a tutti
  • benjomy
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19-02-20 17.26

@ giosanta
benjomy ha scritto:
scusa e quale sarebbe il reato?

Di preciso non saprei, non sono uomo di legge, ma perito per i PM si, e so come agiscono e si regolano.
Se il perito attesta un'anomalia (per questo ti pagano) la portano in giudizio e vieni chiamato a testimoniare.
E, ripeto, a TUTTO si da un valore economico.
io invece sono uomo di legge e quindi mi chiedo quale capo di imputazione potrebbe mai essere contestato. truffa? .. arfici o raggiri...
circonvenzione di incapace? .. vedi sopra...
valore economico si.. reato..dipende