Povero vecchio "verticale"


12-11-17 10.52
  • Mazz56
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Negli anni 60/70 era uso nelle famiglie di piccola borghesia (ma anche piu' modeste) avviare almeno uno dei propri figli/e (a quel tempo si procreava di piu) alla cultura musicale tramite lo studio del pianoforte. Era quasi uno status e motivo di orgoglio poter dire che il proprio figlio studiava uno strumento cosi' importante. Di conseguenza , noleggi, acquisti, lezioni private, cambiali, sacrifici finanziari .I metodi di insegnamento di allora erano simili a quelli scolastici,ovvero rigidi, austeri, tenuti da insegnanti quasi despoti. Nel 90 % dei casi i "poveri bambini" abbandonavano dopo poco.Cosi in quelle case rimaneva inutilizzato per decenni il pianoforte. Chiaramente si invecchia, si scorda,nelle case di oggi occupa spazio, dopo tanti anni non conviene ripararlo, chi ha la fortuna di avere una tavernetta lo puo' utilizzare come mobile,( compito ben diverso dal nobile scopo nativo) Stessa sorte per chi ha continuato a suonarlo andando ad abitare in condominio, ha dovuto smettere per non creare "faide" con i vicini , quindi piano elettronico, cuffie e via. Ad oggi difficilmente si riesce a sbarazzarsi del "verticale" cosi' ridotto, nessuno lo vuole visto i costi del trasporto, i mercatini sono pieni di "usato" a costi bassissimi , i nuovi si acquistano a cominciare da 500 euro. Io ho dovuto regalarlo e suonava ancora, sono stato fortunato che mi sono risparmiato il trasporto (4 piano, 3,5 quintali) e' andato a finire in un agriturismo, posso ancora suonarlo quando ci vado. E voi l'avete ancora?
12-11-17 11.29
  • paolo_b3
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@ Mazz56
Negli anni 60/70 era uso nelle famiglie di piccola borghesia (ma anche piu' modeste) avviare almeno uno dei propri figli/e (a quel tempo si procreava di piu) alla cultura musicale tramite lo studio del pianoforte. Era quasi uno status e motivo di orgoglio poter dire che il proprio figlio studiava uno strumento cosi' importante. Di conseguenza , noleggi, acquisti, lezioni private, cambiali, sacrifici finanziari .I metodi di insegnamento di allora erano simili a quelli scolastici,ovvero rigidi, austeri, tenuti da insegnanti quasi despoti. Nel 90 % dei casi i "poveri bambini" abbandonavano dopo poco.Cosi in quelle case rimaneva inutilizzato per decenni il pianoforte. Chiaramente si invecchia, si scorda,nelle case di oggi occupa spazio, dopo tanti anni non conviene ripararlo, chi ha la fortuna di avere una tavernetta lo puo' utilizzare come mobile,( compito ben diverso dal nobile scopo nativo) Stessa sorte per chi ha continuato a suonarlo andando ad abitare in condominio, ha dovuto smettere per non creare "faide" con i vicini , quindi piano elettronico, cuffie e via. Ad oggi difficilmente si riesce a sbarazzarsi del "verticale" cosi' ridotto, nessuno lo vuole visto i costi del trasporto, i mercatini sono pieni di "usato" a costi bassissimi , i nuovi si acquistano a cominciare da 500 euro. Io ho dovuto regalarlo e suonava ancora, sono stato fortunato che mi sono risparmiato il trasporto (4 piano, 3,5 quintali) e' andato a finire in un agriturismo, posso ancora suonarlo quando ci vado. E voi l'avete ancora?
Ne ho 2 emo
Uno a casa mia, un Feurich che utilizzo diciamo quasi tutti i giorni ed un vecchio baionetta che ho fatto accordare a 415 Hz proprio di recente e l'ho parcheggiato a casa di un appassionato che lo apprezza e lo mantiene in funzione, tra l'altro si è rivelato squillante e piacevole, l'appassionato mi ha ringraziato di cuore. Si è stato solo un costo, ma era un regalo di mio padre, sbarazzarmene non me la sentivo.
12-11-17 11.44
  • Cyrano
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Era rimasto a casa dei miei genitori, che lo vendettero in concomitanza di un trasloco...era un kawai (non ricordo che modello) particolarmente malsuonante
12-11-17 11.53
  • Mazz56
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@ paolo_b3
Ne ho 2 emo
Uno a casa mia, un Feurich che utilizzo diciamo quasi tutti i giorni ed un vecchio baionetta che ho fatto accordare a 415 Hz proprio di recente e l'ho parcheggiato a casa di un appassionato che lo apprezza e lo mantiene in funzione, tra l'altro si è rivelato squillante e piacevole, l'appassionato mi ha ringraziato di cuore. Si è stato solo un costo, ma era un regalo di mio padre, sbarazzarmene non me la sentivo.
Il mio era con me da 55 anni, l'ho suonato molto, poi ho traslocato, ma in questi condomini moderni con le pareti di "cartone", suonavo sempre con lo stress di disturbare , mentre ora sono tranquillo e concentrato. Certo il valore affettivo e' alto, sono sempre legati ad una storia familiare, a una persona cara, separarsene e' triste considerando il tempo trascorso e la creativita' condivisa.emo
12-11-17 12.38
  • cecchino
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@ Mazz56
Il mio era con me da 55 anni, l'ho suonato molto, poi ho traslocato, ma in questi condomini moderni con le pareti di "cartone", suonavo sempre con lo stress di disturbare , mentre ora sono tranquillo e concentrato. Certo il valore affettivo e' alto, sono sempre legati ad una storia familiare, a una persona cara, separarsene e' triste considerando il tempo trascorso e la creativita' condivisa.emo
Il mio fu preso 45 anni fa a noleggio dai miei genitori, una volta cessate le lezioni (dopo 10 anni) ho continuato a pagare il noleggio ed infine l'ho riscattato.
È un verticale targato Germania Est, ha subito sei traslochi dei quali gli ultimi due su distanza di 700Km, ed ultimamente ha avuto un piccolo cedimento meccanico che gli impedisce di funzionare al 100% delle prestazioni. Non lo sto suonando più, in effetti, più per i problemi tecnici che spero prima o poi di risolvere che per altri fattori (i vicini non si sono mai lamentati nemmeno quando è stato suonato dai miei figli). Forse adesso fa più da mobile che da strumento musicale, ma non lo dò via. È il mio pianoforte emo
12-11-17 12.50
  • raptus
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@ Mazz56
Negli anni 60/70 era uso nelle famiglie di piccola borghesia (ma anche piu' modeste) avviare almeno uno dei propri figli/e (a quel tempo si procreava di piu) alla cultura musicale tramite lo studio del pianoforte. Era quasi uno status e motivo di orgoglio poter dire che il proprio figlio studiava uno strumento cosi' importante. Di conseguenza , noleggi, acquisti, lezioni private, cambiali, sacrifici finanziari .I metodi di insegnamento di allora erano simili a quelli scolastici,ovvero rigidi, austeri, tenuti da insegnanti quasi despoti. Nel 90 % dei casi i "poveri bambini" abbandonavano dopo poco.Cosi in quelle case rimaneva inutilizzato per decenni il pianoforte. Chiaramente si invecchia, si scorda,nelle case di oggi occupa spazio, dopo tanti anni non conviene ripararlo, chi ha la fortuna di avere una tavernetta lo puo' utilizzare come mobile,( compito ben diverso dal nobile scopo nativo) Stessa sorte per chi ha continuato a suonarlo andando ad abitare in condominio, ha dovuto smettere per non creare "faide" con i vicini , quindi piano elettronico, cuffie e via. Ad oggi difficilmente si riesce a sbarazzarsi del "verticale" cosi' ridotto, nessuno lo vuole visto i costi del trasporto, i mercatini sono pieni di "usato" a costi bassissimi , i nuovi si acquistano a cominciare da 500 euro. Io ho dovuto regalarlo e suonava ancora, sono stato fortunato che mi sono risparmiato il trasporto (4 piano, 3,5 quintali) e' andato a finire in un agriturismo, posso ancora suonarlo quando ci vado. E voi l'avete ancora?
A parte l'aspetto "nostalgico" se si ha avuto la fortuna di possederne uno, io non ci vedo tutta questa tragedia.
I tempi sono cambiati, per fortuna i pianoforti sono adattati ai tempi in cui viviamo e sono a disposizione di tutti, non solo di quella casta di persone, come giustamente hai detto, che potevano sfoggiarlo in casa, quasi fosse un Suv domestico.
Io trovo affascinanti i pianoforti più antichi, quelli di inizio novecento fine ottocento, in quanto adoro gli oggetti storici e il sound honky tonky è proprio caratteristico.
Adesso come adesso, se un giovane potesse ambire ad avere una casa di proprietà ed un gruzzolo, sicuramente vedremmo ancora molti verticali in giro (magari con la funzione mute), non ci vedo tutto sto dramma.
12-11-17 22.06
  • nebbia
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@ raptus
A parte l'aspetto "nostalgico" se si ha avuto la fortuna di possederne uno, io non ci vedo tutta questa tragedia.
I tempi sono cambiati, per fortuna i pianoforti sono adattati ai tempi in cui viviamo e sono a disposizione di tutti, non solo di quella casta di persone, come giustamente hai detto, che potevano sfoggiarlo in casa, quasi fosse un Suv domestico.
Io trovo affascinanti i pianoforti più antichi, quelli di inizio novecento fine ottocento, in quanto adoro gli oggetti storici e il sound honky tonky è proprio caratteristico.
Adesso come adesso, se un giovane potesse ambire ad avere una casa di proprietà ed un gruzzolo, sicuramente vedremmo ancora molti verticali in giro (magari con la funzione mute), non ci vedo tutto sto dramma.
A me invece non lo hanno mai comprato. Mi sono tolto la voglia a 45 anni. Un bel verticalino da studio pagato poco, tiene l'accordatura, non ha troppo volume, è compatto. La sensazione del mobile che vibra davanti a te ha ancora un suo fascino.


Edit, scusa raptus, non volevo rispondere direttamente a te, non mi sono ancora abituato al bottone commenta
12-11-17 22.32
  • yurirob
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@ nebbia
A me invece non lo hanno mai comprato. Mi sono tolto la voglia a 45 anni. Un bel verticalino da studio pagato poco, tiene l'accordatura, non ha troppo volume, è compatto. La sensazione del mobile che vibra davanti a te ha ancora un suo fascino.


Edit, scusa raptus, non volevo rispondere direttamente a te, non mi sono ancora abituato al bottone commenta
il mio è stato un Ronisch verticale, comprato dai miei genitori dopo alcuni anni di studio su una vecchia tastiera elettronica (sulla quale però studiai Beyer, Pozzoli, Clementi, pezzi facili di Bach ecc.). Quando andai a sceglierlo fu uno dei giorni più belli della mia vita. Si avverava un sogno perché lo desideravo tantissimo. Ho continuato a studiare un pò su quel piano che aveva una tastiera molto pesante. All'epoca ero influenzato da una mia vecchia insegnante che prediligeva le tastiere "pesanti", purtroppo per me. Rimase poi fermo per alcuni anni. Ripresi a suonare per conto mio accompagnando un coro e arrangiando piccoli pezzi ma alla fine per molti motivi gli preferii un digitale Roland che uso ancora.
L'ho venduto l'anno scorso dandolo dentro per un Kawai CN34.

Tutto sommato non ho molti rimpianti anche perché purtroppo suono poco. Ma il fascino e il contatto di uno strumento acustico resta qualcosa di insostituibile.

12-11-17 23.08
  • pentatonic
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@ yurirob
il mio è stato un Ronisch verticale, comprato dai miei genitori dopo alcuni anni di studio su una vecchia tastiera elettronica (sulla quale però studiai Beyer, Pozzoli, Clementi, pezzi facili di Bach ecc.). Quando andai a sceglierlo fu uno dei giorni più belli della mia vita. Si avverava un sogno perché lo desideravo tantissimo. Ho continuato a studiare un pò su quel piano che aveva una tastiera molto pesante. All'epoca ero influenzato da una mia vecchia insegnante che prediligeva le tastiere "pesanti", purtroppo per me. Rimase poi fermo per alcuni anni. Ripresi a suonare per conto mio accompagnando un coro e arrangiando piccoli pezzi ma alla fine per molti motivi gli preferii un digitale Roland che uso ancora.
L'ho venduto l'anno scorso dandolo dentro per un Kawai CN34.

Tutto sommato non ho molti rimpianti anche perché purtroppo suono poco. Ma il fascino e il contatto di uno strumento acustico resta qualcosa di insostituibile.

Un Furstein Farfisa ad arpa corta, piccolino e dal suono metallico.
Mollato da mio fratello lo scorso anno, dopo essere stato sostituito da un meraviglioso Pleyel mezza coda del 1926.
12-11-17 23.25
  • kurwenald
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ho un Vogel& Sohn Plauen marrone con colonnine più bello come mobile che come suono ahahahhahaha
13-11-17 04.43
  • Synthex77
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Mazz56 ha scritto:
cambiali, sacrifici finanziari


Avevo letto cannibali e sacrifici umani... emoemoemo

Scusate è l'orario...
13-11-17 08.08
  • maxpiano69
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Il mio Kawai CX-8 verticale é con me da quando avevo 17 anni, lo suono poco per i problemi condominiali che qualcuno ha giá citato, ogni tanto penso che forse varrebbe la pena separarmene e altre volte che magari in futuro cambieró casa e ne sceglieró una dove poter suonare senza problemi, quindi per adesso resta qui (dovrei farlo accordare piú spesso peró...) emo
13-11-17 09.30
  • mima85
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@ Synthex77
Mazz56 ha scritto:
cambiali, sacrifici finanziari


Avevo letto cannibali e sacrifici umani... emoemoemo

Scusate è l'orario...
Beh... di fatto non è che le cose siano tanto distanti da quel che hai letto emo
13-11-17 10.35
  • ROLL
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Tutto vero.
Mi verrebbe da aggiungere "purtroppo", ma in realtà neanche tanto: la cosiddetta generazione dei millennial (anche allargata di qualche lustro) non è stata neanche sfiorata dalla cultura, intesa in senso molto ampio, noi "vecchietti" per fortuna l'abbiamo almeno respirata.

Il mio U3 del 1985 è ancora a casa dei miei genitori (a quei tempi la casa singola plurifamiliare era ancora accessibile), ancora ben suonante e in forma.
E ora a casa mia digitale e cuffie, of course.
13-11-17 11.58
  • chatullo
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@ ROLL
Tutto vero.
Mi verrebbe da aggiungere "purtroppo", ma in realtà neanche tanto: la cosiddetta generazione dei millennial (anche allargata di qualche lustro) non è stata neanche sfiorata dalla cultura, intesa in senso molto ampio, noi "vecchietti" per fortuna l'abbiamo almeno respirata.

Il mio U3 del 1985 è ancora a casa dei miei genitori (a quei tempi la casa singola plurifamiliare era ancora accessibile), ancora ben suonante e in forma.
E ora a casa mia digitale e cuffie, of course.
Posseggo un piano verticale da circa 45 anni, marca Loffler (sconosciuta) tedesco del 1882 discreto ma ormai inaccordabile...suono discreto, parcheggiato a casa di mia madre. Per far approcciare i miei figli al pianoforte ho optato per un digitale...kawai ES110
13-11-17 12.32
  • benjomy
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il mio Offberg, compratomi da mio padre con sacrificio nel 1972, mi ha seguito ovunque e tuttora fa bella mostra di se nel salone di casa mia....emo (anche se lo suono raramnete e necessita di un bel tagliando)
13-11-17 16.07
  • ROLL
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@ yurirob
il mio è stato un Ronisch verticale, comprato dai miei genitori dopo alcuni anni di studio su una vecchia tastiera elettronica (sulla quale però studiai Beyer, Pozzoli, Clementi, pezzi facili di Bach ecc.). Quando andai a sceglierlo fu uno dei giorni più belli della mia vita. Si avverava un sogno perché lo desideravo tantissimo. Ho continuato a studiare un pò su quel piano che aveva una tastiera molto pesante. All'epoca ero influenzato da una mia vecchia insegnante che prediligeva le tastiere "pesanti", purtroppo per me. Rimase poi fermo per alcuni anni. Ripresi a suonare per conto mio accompagnando un coro e arrangiando piccoli pezzi ma alla fine per molti motivi gli preferii un digitale Roland che uso ancora.
L'ho venduto l'anno scorso dandolo dentro per un Kawai CN34.

Tutto sommato non ho molti rimpianti anche perché purtroppo suono poco. Ma il fascino e il contatto di uno strumento acustico resta qualcosa di insostituibile.

Ricordo anche io il giorno in cui il pianoforte acustico entrò in casa: sapevo che sarebbe dovuto arrivare in mattinata, io ero a scuola (elementari), e all'uscita sono corso a perdifiato a casa per vederlo.
Quando l'ho visto davanti a me, penso mi sia venuta quasi una paresi da sorriso continuo.
13-11-17 16.11
  • zaphod
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fuori dal coro... il mio primo pianoforte è stato, a 17 anni (dopo 10 di non-pesate), ...un RHODES!!! emo
Buon vecchio Mk2 73... non l'ho più, per chi vuol fare statistica. emo
13-11-17 16.36
  • simondrake
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@ zaphod
fuori dal coro... il mio primo pianoforte è stato, a 17 anni (dopo 10 di non-pesate), ...un RHODES!!! emo
Buon vecchio Mk2 73... non l'ho più, per chi vuol fare statistica. emo
Mi piace questo 3d.
io non ho mai avuto un piano acustico, ma ho sempre suonato su quello di altri amici.
Ora mi piacerebbe prenderne uno, ma avendo sempre avuto strumenti elettronici non so da dove iniziare.
Qual è il budget minimo per un piano verticale che suoni bene?
Vale la pena di tentare l'usato o il rischio di prendere una cantonata è troppo alto? ci si può fidare dei consigli dei venditori?
Quanto costa la gestione, intendo i costi per accordarlo e manutenerlo?
Può essere una buona strada quella di affittarlo e poi tentarne il riscatto?
Grazie a chi vorrà darmi dei consigli.
13-11-17 17.08
  • Mazz56
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@ simondrake
Mi piace questo 3d.
io non ho mai avuto un piano acustico, ma ho sempre suonato su quello di altri amici.
Ora mi piacerebbe prenderne uno, ma avendo sempre avuto strumenti elettronici non so da dove iniziare.
Qual è il budget minimo per un piano verticale che suoni bene?
Vale la pena di tentare l'usato o il rischio di prendere una cantonata è troppo alto? ci si può fidare dei consigli dei venditori?
Quanto costa la gestione, intendo i costi per accordarlo e manutenerlo?
Può essere una buona strada quella di affittarlo e poi tentarne il riscatto?
Grazie a chi vorrà darmi dei consigli.
Mi fa piacere che ti piaccia, si parla sempre di performance di tastiere elettroniche, poi ci dimentichiamo che siamo tutti pianisti, almeno quelli di una certa eta' come me, e le origini non vanno dimenticate, si possono percorrere strade diverse, la tecnologia avanza , pero' quando uno vuole un suono di piano, il paragone e' sempre con uno vero. Le risposte alle tue domande potrebbero richiedere ore, le variabili sono tantissime, io ti consiglio di provarne tanti, ognuno di noi ha gusti diversi, vedrai che a un certo punto scattera' il famoso "feeling" tra te ,la tastiera e il suono , allora dirai "questo e' il mio" e costi quel che costi................