Livellamento suoni live


15-02-17 07.25
  • paolo_b3
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Ciao, da un po' di tempo meditavo questa discussione e forse nella storia di questo forum è già stata affrontata.
A quelli che come me si trovano spesso a suonare su impianti audio live diversi, molti dei quali di "basso livello", chiedo:
come fate, che metodo / stratagemma usate, per prepararvi una base sonora del vostro set di tastiere il più livellata possibile, così da rendere facile il lavoro al tecnico audio?
La domanda sembra banale, ma almeno nel mio caso ho sperimentato che trovarmi con formazioni diverse e su impianti diversi fa si che il settaggio di partenza dei volumi sia spesso fortemente inadeguato, finanche a dover cambiare addirittura il suono della tastiera, e si rischia di finire in un caos ingestibile, considerando che spesso se l'impianto è scarso, il fonico è paritetico.
15-02-17 07.53
  • zerinovic
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Level meter,orecchio, prove su cuffie e monitor: se i volumi delle varie patch corrispondono sia a orecchio che sul level meter.allora il lavoro fatto andrà bene, quello che non si può prevedere é la risposta dell'impianto. Per questo molte tastiere anno L'equalizzatore alti bassi medi. Ma questo è compito del fonico, il tuo é portargli un sound equilibrato in modo da rendergli piu facile la vita.
15-02-17 09.33
  • filigroove
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@ zerinovic
Level meter,orecchio, prove su cuffie e monitor: se i volumi delle varie patch corrispondono sia a orecchio che sul level meter.allora il lavoro fatto andrà bene, quello che non si può prevedere é la risposta dell'impianto. Per questo molte tastiere anno L'equalizzatore alti bassi medi. Ma questo è compito del fonico, il tuo é portargli un sound equilibrato in modo da rendergli piu facile la vita.
Essenzialità e soundcheck. La chiave per suonare in postacci o in situazioni difficili, per esempio dovendo condividere il palco con più band, è non complicare la vita a sé stessi e al fonico (se c'è). Ti posso dire quello che faccio io:
1) scelgo tastiere che escono bene in ogni situazione (gran punto di partenza) e possibilmente che abbiano controlli immediati;
2) massimo 2 tastiere: il fonico deve poter sapere dove intervenire in un tempo limitato;
3) niente split e preferibilmente niente layer perché è già difficile intervenire su una parte, figuriamoci su due o più;
4) faccio un soundcheck estremamente disciplinato e tendo a dare del lei al fonico.
Per me quindi si tratta di bilanciare i livelli di non più di due due suoni alla volta. Normalmente la cosa funziona egregiamente anche se al fonico mando un solo segnale premixando le mie tastiere sul palco.
15-02-17 09.37
  • sterky
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@ zerinovic
Level meter,orecchio, prove su cuffie e monitor: se i volumi delle varie patch corrispondono sia a orecchio che sul level meter.allora il lavoro fatto andrà bene, quello che non si può prevedere é la risposta dell'impianto. Per questo molte tastiere anno L'equalizzatore alti bassi medi. Ma questo è compito del fonico, il tuo é portargli un sound equilibrato in modo da rendergli piu facile la vita.
Quoto. Io poi, inizialmente diffidente, ho aggiunto un dbx 166xl. Compressione 3:1, threshold a -15 db e attacco a 10 MS. Rovina un po' le svisate di Hammond (non più così presenti) e rende il suono leggerissimamente nasale (aumentando legermente l'apertura del filtro e la risonanza si risolve) su piani e piani elettrici. Ma se tarato bene aiuta veramente tanto! !!!
15-02-17 09.42
  • paolo_b3
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@ filigroove
Essenzialità e soundcheck. La chiave per suonare in postacci o in situazioni difficili, per esempio dovendo condividere il palco con più band, è non complicare la vita a sé stessi e al fonico (se c'è). Ti posso dire quello che faccio io:
1) scelgo tastiere che escono bene in ogni situazione (gran punto di partenza) e possibilmente che abbiano controlli immediati;
2) massimo 2 tastiere: il fonico deve poter sapere dove intervenire in un tempo limitato;
3) niente split e preferibilmente niente layer perché è già difficile intervenire su una parte, figuriamoci su due o più;
4) faccio un soundcheck estremamente disciplinato e tendo a dare del lei al fonico.
Per me quindi si tratta di bilanciare i livelli di non più di due due suoni alla volta. Normalmente la cosa funziona egregiamente anche se al fonico mando un solo segnale premixando le mie tastiere sul palco.
Grazie a tutti e due, chiaramente da questa discussione non mi aspetto soluzioni eclatanti, ma è utile oltre che interessante sapere come agiscono sulla questione i "colleghi".
Rilancio: e le spie in "post" le usate? Come vi trovate eventualmente?
15-02-17 20.45
  • paolo_b3
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@ sterky
Quoto. Io poi, inizialmente diffidente, ho aggiunto un dbx 166xl. Compressione 3:1, threshold a -15 db e attacco a 10 MS. Rovina un po' le svisate di Hammond (non più così presenti) e rende il suono leggerissimamente nasale (aumentando legermente l'apertura del filtro e la risonanza si risolve) su piani e piani elettrici. Ma se tarato bene aiuta veramente tanto! !!!
Scusa, hai risposto mentre rilanciavo e non ti ho letto. Cioè in sostanza tu hai compresso. A questo non avevo pensato. Grazie.
16-02-17 10.51
  • sterky
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@ paolo_b3
Scusa, hai risposto mentre rilanciavo e non ti ho letto. Cioè in sostanza tu hai compresso. A questo non avevo pensato. Grazie.
si, come dicevo ero un po' scettico all'inizio. nel senso, il compressore intanto va regolato bene (altrimenti fa più danni che altro), poi alcuni suoni vanno modificati perché comunque il timbro viene leggermente modificato (attento anche che le code dei suoni vengono sostenute maggiormente).
naturalmente il compressore lo usi DOPO aver livellato tutti i suoni a orecchio. deve essere un aiuto, non un sostituto!!!!
16-02-17 11.11
  • hrestov
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Mah, il compressore sull'output delle tastiere è una scelta delicata. Dipende dai suoni che hai. Se hai tanti "sbalzi" di volume necessari, magari perché devi passare da un pad di sottofondo a un lead di solo, oppure da un piano elettrico leggero a una sezione fiati, il compressore ti livella le differenze di volume necessarie e in pratica ti sfasa il lavoro che hai fatto in precedenza. Se vuoi avere meno differenze tra volumi alti e bassi basta che metti meno differenza tra i due volumi nelle varie patch, magari aiutandosi con un meter.
Il compressore sull'output generale può avere senso se usi suoni sempre allo stesso volume, di accompagnamento. Cioè se dovessi usare in tutto il concerto solo piani acustici, elettrici e al max organi ok volendo si possono comprimere, essendo tutti allo stesso volume, però quando c'è un solo, o un suono più in primo piano, bisognerà alzare il master del compressore per alzare il volume (cioè alzare il volume post compressione). Quindi dipende dal repertorio e dai tipi di suoni usati.
Per il consiglio di non fare split e layer non sempre è possibile, dipende dal genere che si fa. Ovvio che se dai al fonico un segnale per ogni tastiera, e lui sa che suoni usi, il fonico può regolare meglio i volumi, ma questo funziona se uai pochi suoni in tutto il concerto.
Io consiglierei di fare a casa un impostazione si base con un meter, facendo le giuste differenze di volume tra piani, pad, lead e poi alle prove aggiustare i vari volumi. Poi se le casse cambiano sta al fonico trovare la giusta eq per farti suonare meglio, ma li dipende anche dal Kix generale
16-02-17 11.25
  • sterky
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@ hrestov
Mah, il compressore sull'output delle tastiere è una scelta delicata. Dipende dai suoni che hai. Se hai tanti "sbalzi" di volume necessari, magari perché devi passare da un pad di sottofondo a un lead di solo, oppure da un piano elettrico leggero a una sezione fiati, il compressore ti livella le differenze di volume necessarie e in pratica ti sfasa il lavoro che hai fatto in precedenza. Se vuoi avere meno differenze tra volumi alti e bassi basta che metti meno differenza tra i due volumi nelle varie patch, magari aiutandosi con un meter.
Il compressore sull'output generale può avere senso se usi suoni sempre allo stesso volume, di accompagnamento. Cioè se dovessi usare in tutto il concerto solo piani acustici, elettrici e al max organi ok volendo si possono comprimere, essendo tutti allo stesso volume, però quando c'è un solo, o un suono più in primo piano, bisognerà alzare il master del compressore per alzare il volume (cioè alzare il volume post compressione). Quindi dipende dal repertorio e dai tipi di suoni usati.
Per il consiglio di non fare split e layer non sempre è possibile, dipende dal genere che si fa. Ovvio che se dai al fonico un segnale per ogni tastiera, e lui sa che suoni usi, il fonico può regolare meglio i volumi, ma questo funziona se uai pochi suoni in tutto il concerto.
Io consiglierei di fare a casa un impostazione si base con un meter, facendo le giuste differenze di volume tra piani, pad, lead e poi alle prove aggiustare i vari volumi. Poi se le casse cambiano sta al fonico trovare la giusta eq per farti suonare meglio, ma li dipende anche dal Kix generale
sai che non è del tutto vero!
alla fine se lo usi solo come compressore lascia molto spazio alla dinamica. ovvio che non devi usare il limiter. altrimenti si, è proprio come dici te.
io passo da pad, a string, hammond, piani, ep, synth bass e synth solo. insomma, uno spettro abbastanza ampio.

ripeto, anche io ero scettico, ma dopo aver usato un compressore decente (è la serie nera della dbx, quindi una cosa già valida) mi sono ricreduto.
16-02-17 12.10
  • zerinovic
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Be si,una lieve compressione aiuta a non essere troppo precisi con i volumi,ed é di aiuto anche cantando risparmiando la voce. Usato in questo modo infatti si limita lo snaturamento del suono, un uso eccessivo con compressore e limiter che intervengono spesso e volentieri....diventa tutto molto nasale e piccolo...
Però ecco sul palco preferisco la semplicità, fino a che posso...
16-02-17 19.05
  • paolo_b3
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@ zerinovic
Be si,una lieve compressione aiuta a non essere troppo precisi con i volumi,ed é di aiuto anche cantando risparmiando la voce. Usato in questo modo infatti si limita lo snaturamento del suono, un uso eccessivo con compressore e limiter che intervengono spesso e volentieri....diventa tutto molto nasale e piccolo...
Però ecco sul palco preferisco la semplicità, fino a che posso...
Ammetto che per il mio "livello generale" avventurarsi sull'uso del compressore è un po' rischioso, sia perchè come immaginavo per un buon risultato ci vuole un buon compressore e immagino costi e poi perchè ci vogliono tempo e competenze per sfruttarlo a dovere.
Direi che il fonometro è un po' la rivelazione di questa discussione, l'avevo già visto usare dai chitarristi (ma si sa, loro sono casinari) ed effettivamente devo dire che funziona ed è semplice da usare, forse anche economico, intendo ci sta in 100 €?